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1月24日 DE MAGISTRIS SI DIMETTE DALL'ANMDe Magistris si dimette dall'Associazione Nazionale Magistrati, così come aveva fatto la sua collega di Milano Ilda Boccassini. Parte Civile pubblica la lettera del Dott. Luigi De Magistris, per alimentare il già grande fiume di solidarietà nei suoi confronti, fermamente convinti del nostro sostegno, qualsiasi sia il Suo destino di Magistrato. Non sono bastate nemmeno le 100.000 firme consegnate al Capo dello Stato a far riflettere e desistere il CSM da propositi devastanti per la carriera del Nostro Magistrato. Siamo disposti a seguirlo qualsiasi siano le sue scelte e, se lo vorrà, sappia che queste firme possono diventare consensi elettorale ben più consistenti. All’Associazione Nazionale MagistratiDal Blog UGUALE PER TUTTI: ROMA Già da alcuni mesi avevo deciso – seppur con grande rammarico – di dimettermi dall’Associazione Nazionale Magistrati. I successivi eventi che mi hanno riguardato, le priorità dettate dai tempi di un processo disciplinare tanto rapido quanto sommario, ingiusto ed iniquo, mi hanno imposto di soprassedere. Adesso è il tempo che “tutti i nodi vengano al pettine”. Vado via da un’associazione che non solo non è più in grado di rappresentare adeguatamente i magistrati che quotidianamente esercitano le funzioni, spesso in condizioni proibitive, ma sta – con le condotte ed i comportamenti di questi anni – portando, addirittura, all’affievolimento ed all’indebolimento di quei valori costituzionali che dovrebbero essere il punto di riferimento principale della sua azione. L’A.N.M. – che storicamente aveva avuto il ruolo di contribuire a concretizzare i valori di indipendenza interna ed esterna della magistratura – negli ultimi anni, con prassi e condotte censurabili ormai sotto gli occhi di tutti, ha contribuito al consolidamento di una magistratura “normalizzata” non sapendo e non volendo “stare vicino” ai tanti colleghi (sicuramente i più “bisognosi”) che dovevano essere sostenuti nelle loro difficili azioni quotidiane spesso in contesti di forte isolamento; ha fatto proprie tendenze e pratiche di lottizzazione attraverso il sistema delle cosiddette correnti; ha contribuito – di fatto – a rendere sempre più arduo l’esercizio di una giurisdizione indipendente che abbia come principale baluardo il principio costituzionale che impone che tutti i cittadini siano uguali di fronte alla legge. L’A.N.M. è divenuta, con il tempo, un luogo di esercizio del potere, con scambi di ruoli tra magistrati che oggi ricoprono incarichi associativi, domani siedono al C.S.M., dopodomani ai vertici del ministero e poi, magari, finito il “giro”, si trovano a ricoprire posti apicali ai vertici degli uffici giudiziari. È uno spettacolo che per quanto mi riguarda è divenuto riprovevole. Anche io, per un periodo, ho pensato, lottando non poco come tutti i miei colleghi sanno, di poter contribuire a cambiare, dall’interno, l’associazionismo giudiziario, ma non è possibile non essendoci più alcun margine. Lascio, pertanto, l’A.N.M., donando il contributo ad associazioni che, nell’impegno quotidiano antimafia, cercano di garantire l’indipendenza concreta della magistratura molto meglio dell’associazionismo giudiziario. Non vi è dubbio che anche il Consiglio Superiore della Magistratura, composto da membri laici, espressione dei partiti, e membri togati, espressione delle correnti, non può, quindi, non risentire dello stato attuale della politica e della magistratura associata. I magistrati debbono avere nel cuore e nella mente e praticare nelle loro azioni i principi costituzionali ed essere soggetti solo alla legge. So bene che all’interno di tutte le correnti dell’A.N.M. vi sono colleghi di prim’ordine, ma questo sistema di funzionamento dell’autogoverno della magistratura lo considero non più tollerabile. Il C.S.M. deve essere il luogo in cui tutti i magistrati si sentano, effettivamente, garantiti e tutelati dalle costanti minacce alla loro indipendenza. Non è possibile assistere ad indegne omissioni o interventi inaccettabili dell’A.N.M., come ad esempio negli ultimi mesi, su vicende gravissime che hanno coinvolto magistrati che, in prima linea, cercano di adempiere solo alle loro funzioni: da ultimo, quello che è accaduto ai colleghi di Santa Maria Capua Vetere. Non parlo delle azioni ed omissioni riprovevoli – da parte anche di magistrati, non solo operanti in Calabria – sulla mia vicenda perché di quello ho riferito alla magistratura ordinaria competente e sono fiducioso che, prima o poi, tutto sarà più chiaro. Certo, lo spettacolo che mi ha visto in questi giorni protagonista, in un processo disciplinare che mi ha lasciato senza parole, ha contribuito a radicare in me la convinzione che questo sistema ormai è divenuto inaccettabile per tutti quei magistrati che ancora sentono e amano profondamente questo mestiere e che siamo ormai al capolinea. Io sono orgoglioso – sembrerà paradossale – che questo C.S.M. mi abbia inflitto la censura con trasferimento d’ufficio. Era proprio quello che mi aspettavo. Ed anche scritto, in tempi non sospetti. Ho già detto, ad un mio amico antiquario, di farmi una bella cornice: dovrò mettere il dispositivo della sentenza dietro la scrivania del mio ufficio ed indicare a tutti quelli che me lo chiederanno le vere ragioni del mio trasferimento. La mia condanna disciplinare è grave e infondata, nei confronti della stessa farò ricorso alle sezioni unite civili della Suprema Corte di Cassazione confidando in giudici sereni, onesti, imparziali, in poche parole giusti. La condanna è, poi, talmente priva di fondamento, da ogni punto di vista, che la considero anche inaccettabile. Mi viene inflitta la censura, devo lasciare Catanzaro ed abbandonare le funzioni di pubblico ministero in sostanza perché non ho informato i miei superiori in alcune circostanze e perché ho secretato un atto solo ed esclusivamente per salvaguardare le indagini ed evitare che vi fossero propalazioni esterne che danneggiassero le inchieste; senza, peraltro, tenere conto delle gravissime ragioni che hanno necessariamente ispirato alcune mie condotte. Troppo zelo, troppi scrupoli, troppo amore per questo mestiere. Del resto il procuratore generale che rappresentava l’accusa in giudizio, nel rimproverarmi, definendomi anche birichino, ha detto che concepisco le mie funzioni come una missione. Ebbene, questa decisione, a mio umile avviso, contribuisce ad affievolire l’indipendenza della magistratura, conduce ad indebolire i valori ed i principi costituzionali, ci trascina verso una magistratura burocratizzata ed impaurita sotto il maglio e la clava del processo disciplinare. Il rappresentante della Procura generale della Cassazione in udienza, il dr Vito D’Ambrosio, ex politico, il quale per circa dieci anni è stato anche presidente della Giunta della Regione Marche, ha sostenuto, durante il processo, sostanzialmente, che non rappresento, in modo adeguato, il modello di magistrato. Ed invero, il modello di magistrato al quale mi sono ispirato è quello rappresentato da mio nonno magistrato (che ha subito anche due attentati durante l’espletamento delle funzioni), da mio padre (che ha condotto processi penali di estrema importanza in materia di terrorismo, criminalità organizzata e corruzione), dai miei magistrati affidatari durante il tirocinio, dai tanti colleghi bravi e onesti conosciuti in questi anni, da quello che ho potuto apprendere ed imparare, sulla mia pelle in contesti ambientali anche molto difficili, dall’esperienza professionale nell’esercizio di un mestiere al quale ho dedicato, praticamente, gran parte della mia vita. Il mio modello è la Costituzione repubblicana, nata dalla resistenza. Il modello “castale” e del magistrato “burocrate” non mi interessa e non mi apparterrà mai, nessuna “quarantena” in altri uffici, nessun “trattamento di recupero” nelle pur nobili funzioni giudicanti, potrà mutare i miei valori, né potrà far flettere, nemmeno di un centimetro, la mia schiena. Sarò sempre lo stesso, forse, debbo a questo appunto ammetterlo, un magistrato che per il “sistema” è “deviato ed eversivo”. Pertanto, questa sentenza è, per me, la conferma di quello che ho visto in questi anni ed un importante riscontro professionale alla bontà del mio lavoro. Certo è una sentenza che nella sua profonda ingiustizia è anche intrinsecamente mortificante. Imporre ad un pubblico ministero, che si sa che ha sempre professato e praticato l’amore immenso per quel mestiere, di non poterlo più fare – sol perché ha “osato”, in pratica, indagare un sistema devastante di corruzione e cercato di evitare che una “rete collusiva” ostacolasse il proprio lavoro e, quindi, condannandolo per avere, in definitiva, rispettato la legge – è un po’ come dire ad un chirurgo che non può più operare, ad un giornalista di inchiesta che deve occuparsi di fiere in campagna, ad un investigatore di polizia giudiziaria che deve pensare ai servizi amministrativi. Farò di tutto, con passione ed entusiasmo intatti, nei prossimi mesi, per dimostrare quanto ingiusta e grave sia stata questa sentenza e che danno immane abbia prodotto per l’indipendenza e l’autonomia dei magistrati, ed anche e soprattutto per la Calabria, una terra (che continuerò sempre ad amare comunque finisca questa “storia”) che aveva bisogno di ben altri “segnali” istituzionali. Lavorerò ancor più alacremente nei prossimi mesi – prima del mio probabile allontanamento “coatto” dalla Calabria – presso la Procura della Repubblica di Catanzaro per condurre a termine le indagini più delicate pendenti. Non mi sottrarrò ad eventuali dibattiti pubblici anche tra i lavoratori, tra gli operai, tra gli studenti, nei luoghi in cui vi è sofferenza di diritti, per contribuire – da cittadino e da magistrato, con la mia forza interiore – al consolidamento di una coscienza civile e per la realizzazione di un tessuto connettivo sinceramente democratico. Il Paese deve, comunque, sapere che vi sono ancora magistrati che con onore e dignità offrono una garanzia per la tutela dei diritti di tutti (dei forti e dei deboli allo stesso modo) e che non si faranno né intimidire, né condizionare, da alcun tipo di potere, da nessuna casta, esercitando le funzioni con piena indipendenza ed autonomia, in una tensione ideale e morale costituzionalmente orientata, in ossequio, in primo luogo, all’art. 3 della Costituzione repubblicana. La lotta per i diritti è dura e forse lo sarà sempre di più nei prossimi mesi: nelle istituzioni e nel Paese vi sono ancora, però, energie e valori, anche importanti. Si deve costruire una rete di rapporti – fondata sui valori di libertà, uguaglianza e fratellanza – che impedisca all’Italia di crollare definitivamente proprio sul terreno fondamentale dei diritti e della giustizia. È il momento che ognuno faccia qualcosa – in questa devastante deriva etica e pericoloso decadimento dei valori – divenendo protagonista per contribuire al bene della collettività e del prossimo, non lasciando l’Italia nelle mani di manigoldi, affaristi e faccendieri. 23 gennaio 2008 Luigi De Magistris 1月19日 CSM: DE MAGISTRIS NON PIU' P.M.!Buon giorno a tutti, tranne ai nemici di De Magistris che, a questo punto, sono anche i miei. De Magistris non potrà esercitare più la funzione di Pubblico Ministero! Avrei voglia di bestemmiare come non ho mai fatto, di lasciarmi andare al turpiloquio, alla volgarità più infima, all'odio che non ho mai nutrito per nessuno, ma che si agita e scalpita dentro me, per quello che siamo costretti a subire, nemmeno fossimo un branco di rincoglioniti!!!! De Magistris mortificato oltre misura, degradato nella sua funzione, con un destino da militare disarmato di fronte alla peggiore forma di terrorismo ITALIOTA. Lui punito in questo modo indecente, mentre CUFFARO resta alla guida della Regione Sicilia dopo una condanna a cinque anni, DELL'UTRI è ancora in Parlamento, EX TERRORISTI portaborse o collaterali al governo, TRUFFATORI condannati che siedono in Parlamento, MEDICI che ammazzano pazienti, un ESERCITO di condannati in tutti gli ambiti lavorativi che continuano ad esercitare le loro professioni, mentre De Magistris e la Forleo vengono azzerati nel loro futuro. Il Magistrato CHIARAVALLOTI minacciava per De Magistris un affido alla camorra napoletana e comunque [...] "per quello che ha fatto dovrà passare i prossimi dieci anni a difendersi" [...]. Altro che dieci anni! Se anche la Cassazione si allineerà a quanto deciso dal CSM, a Luigi De Magistris non basterà l'intera vita! Intanto il Magistrato CHIARAVALLOTI nonostante la scandalosa intercettazione, continua ad essere ai massimi vertici dell'Ufficio di Garante della Privacy (vice Presidente). Dopo l'applauso unanime del Parlamento in favore del discorso di Mastella, il CSM, composto anche da membri eletti dal Parlamento, non poteva fare altrimenti! - L'unica voce dissonante è stata quella di Di Pietro verso il quale c'è un attacco frontale del partito-famiglia dell'UDEUR, lontano, lontanissimo dall'operato del CSM. Nessun altro partito della maggioranza si è distinto con la chiarezzza di Di Pietro, tant'è che il partito-famiglia non ha altri "nemici" nella maggioranza, anzi, nel Parlamento. E l'inquietudine diventa PAURA se attraverso trasmissioni televisive (Perfidia - TelespazioTV -CZ-) ascoltiamo che la figlia di un certo Nicola Mancino - Democristiano - riceveva in quel di Cetraro (CS), in occasione di un suo compleanno, un regalo di ben 850 milioni di vecchie lire, comprato da Gerardo Sacco, grazie ad una colletta di amici del luogo. A dire il vero il telespettatore si chiedeva se quel Nicola Mancino fosse lo stesso del Nicola Mancino Vice Presidente del CSM o se si tratta di un caso di omonimia. Solo per la cronaca ricordiamo che Cetraro è una splendida cittadina della costa tirrenica, incontrastato regno di un boss locale che entra ed esce dalla galera, nonostante capi d'imputazione gravissimi. Solo per amor di cronaca ricordiamo che a Cetraro è stato assassinato il sindacalista LO SARDO, che denunciava gli affari della malavita sulla costa tirrenica. Constatiamo che nell'intreccio di strane nebulose e di abissali chiaro-scuri, l'unica luce che rischiara il torbido mondo del malaffare è quella costituita da quei Magistrati coraggiosi come De Magistris e Clementina Forleo che se non vengono eliminati fisicamente vengono azzerati professionalmente. 1月18日 DE MAGISTRIS TRASFERITO - W DE MAGISTRIS!DE MAGISTRIS E' STATO TRASFERITO!
TUTTO E' COMPIUTO!!! ADESSO VEDIAMO SE IL CSM, IL SUO PRESIDENTE, IL VICE PRESIDENTE E QUANTI HANNO A CUORE LA GIUSTIZIA, COSA FARANNO AFFINCHE' LA CALABRIA SI VEDA RISARCITA (E IN CHE MODO) DA QUANTI L'HANNO PROSCIUGATA DELLE SUE RISORSE. ASPETTIAMO DI SAPERE CHE FINE FARANNO LE INDAGINI POSEIDONE E WHY NOT, SIAMO ANSIOSI DI CAPIRE COME SI EVOLVERA' L'INDAGINE SULLE TOGHE LUCANE E, SOPRATTUTTO, STIAMO ATTENTI A COSA DIRANNO I GRANDI LEADER DEI PARTITI, IN MODO PARTICOLARE IL LEADER DEL NEO PARTITO DEMOCRATICO. SIAMO SGOMENTI PER TUTTA LA CRONISTORIA DELLA VICENDA DE MAGISTRIS E CI SENTIAMO MORTIFICATI E OFFESI NELLA NOSTRA DIGNITA' DI CITTADINI CHE AMANO LA GIUSTIZIA, ALLO STESSO MODO DI QUANTO LE MAFIE INSANGUINANO, CON I LORO DELITTI, LE STRADE DEL NOSTRO PAESE. NEMMENO I FATTI DI QUESTI GIORNI SONO SERVITI A MITIGARE LA SENTENZA CONTRO DE MAGISTRIS, TUTTO QUELLO CHE AVEVA CHIESTO IL MINISTRO MASTELLA SI E' REALIZZATO, ANZI SI E' COLMATA LA MISURA! E MENTRE IL PARTITO FAMIGLIA CHIEDE AL GOVERNO PIENA SOLIDARIETA' E ADESIONE ALLE PAROLE DETTE DAL GUARDASIGILLI IN PARLAMENTO, L'ITALIA SI PRESENTA AL MONDO IN GINOCCHIO! L'ITALIA, LA NOSTRA PATRIA, RIDOTTA A UN PUTRIDUME DI LOSCHI AFFARI, DOVE LA MALAPOLITICA SI E' APPROPRIATA DI TUTTO, PERSINO DEL FUTURO DI TANTI GIOVANI, SPECIALMENTE AL SUD. POVERA PATRIA ... E CI TORNANO ALLA MENTE LE PAROLE DI BATTIATO ... POVERA PATRIA! Schiacciata dagli abusi del
Potere / Di gente infame che non sa
cos’è il pudore / Si credono potenti e gli va
bene / Quello che fanno e tutto gli
appartiene...
TUTTA LA SOLIDARIETA' A LUIGI DE MAGISTRIS! SAPPIA CHE UN INTERO POPOLO E' A SUO FIANCO, OVUNQUE VADA, QUALUNQUE COSA DECIDESSE DI FARE. UN POPOLO DI UOMINI E DONNE, DI RAGAZZI E RAGAZZE, DI GENTE PER BENE CHE NON SI RASSEGNANO, NONOSTANTE TUTTO, A PERDERE LA SPERANZA. PER LUI UN APPLAUSO FRAGOROSO CHE ATTRAVERSA L'ITALIA, PER IL DOTT. LUIGI DE MAGISTRIS ED ANCHE PER CLEMENTINA FORLEO, SENZA ALCUNA RISERVA, CON L'AMORE CHE SI PUO' AVERE PER UN CARO AMICO, CON LA LIBERTA' DI FARLO SENZA CHE NESSUNO STORCA IL NASO; UN APPLAUSO FRAGOROSO CHE POSSA SOMMERGERE QUELLO DEL PARLAMENTO IN FAVORE DI MASTELLA ... OGNUNO, VIVA DIO, E' PADRONE DI SCEGLIERE DA CHE PARTE STARE! DOBBIAMO RIPRENDERCI IL NOSTRO DESTINO ... IO LA BUTTEREI IN POLITICA, CON DE MAGISTRIS E LA FORLEO IN UNA BELLA LISTA! STARE ALLA FINESTRA SAREBBE UN SUICIDIO ... GLI APPLAUSI A MASTELLA, CHE DA GUARDASIGILLI MASSACRAVA LA MAGISTRATURA, SONO UN BRUTTO, BRUTTO SEGNALE!!! E NON C'ENTRANO LA VICINANZA E LA SOLIDARIETA' UMANA, QUELLE SONO UN'ALTRA COSA! NONOSTANTE TUTTO, CONFIDIAMO NELLA MAGISTRATURA, DOBBIAMO ASSOLUTAMENTE FARLO PER NON INDEBOLIRE IL SENSO DI LEGALITA' E DI GIUSTIZIA CHE ALIMENTANO LE SPERANZE DI TANTI UOMINI PER BENE. DOBBIAMO FARLO A FRONTE ALTA, ALLONTANANDO DA NOI LA TENTAZIONE DI DIVENTARE CLANDESTINI E SEPPELLIRE PER SEMPRE LA CONVINZIONE DI ABITARE UN PAESE NON PIU' DEMOCRATICO. E I GARANTI DELLA DEMOCRAZIA, CARI POLITICI, NONOSTANTE DE MAGISTRIS E LA FORLEO, NONOSTANTE FALCONE, BORSELLINO, SCOPELLITI, CHINNICI, DALLA CHIESA E TANTISSIMI ALTRI, SONO PROPRIO LORO: I MAGISTRATI!!!! PUO' APPARIRE SCONCERTANTE AFFERMARE UNA COSA DEL GENERE: LA MAGISTRATURA GARANTE DELLA DEMOCRAZIA! QUANDO, INVECE, DOVREBBE ESSERE LA POLITICA A FARLO, CON LEGGI GIUSTE E LA CERTEZZA DELLA PENA. INVECE, CONSIDERANDO LA GENERALE IMPUNITA' DELLA CLASSE POLITICA, SI SPERA CHE IN QUALCHE SPERDUTA PROCURA, SOMMERSO DA MONTAGNE DI FALDONI, SENZA AUTO DI SCORTA, SENZA AIUTO DA PARTE DELLO STATO, POSSA ESSERCI QUALCHE UMILE MAGISTRATO CHE SI RICORDI DI AVERE GIURATO FEDELTA' ALLA REPUBBLICA PER IL BENE DEI SUOI CITTADINI. W DE MAGISTRIS, W LA FORLEO! W DE MAGISTRIS, W LA FORLEO! W DE MAGISTRIS, W LA FORLEO! W DE MAGISTRIS, W LA FORLEO! W DE MAGISTRIS, W LA FORLEO! W DE MAGISTRIS, W LA FORLEO! W DE MAGISTRIS, W LA FORLEO! W DE MAGISTRIS, W LA FORLEO! W DE MAGISTRIS, W LA FORLEO! OCCHIO RAGAZZI! QUI
SI METTE DAVVERO MALE!
1月16日 ARRESTI PER LA SIGNORA MASTELLASPROPORZIONATA REAZIONE DEI POLITICI ALLA NOTIZIA DELL'ARRESTO DELLA SIGNORA MASTELLA Il sale sulla coda brucia tantissimo e qualcuno ha paura di uno scatto d'orgoglio della Magistratura, per anni vilipesa ed assediata dalla classe politica. Arrivare all'arresto della Signora Mastella non credo sia stata una cosa facile da parte dei giudici che hanno chiesto ed emesso il provvedimento. La notizia suscita clamore, poichè si tratta della moglie del Guardasigilli, ma la più serena nelle dichiarazioni è stata proprio lei: la diretta interessata. Tutti gli altri, specialmente coloro che possono, in qualche modo, avvertire il fiato sul collo della Giustizia o soltanto per mera opportunità politica, farebbero bene a recuperare un minimo di serenità, proprio per non esacerbare il già difficile "confronto" con la Magistratura. Sono convinto, sicuro di non essere il solo, che la Signora Mastella ha i mezzi e soprattutto la forza per difendersi serenamente da un'accusa così grave (se dovesse rivelarsi fondata), ma se in Italia si volesse fare veramente fare piazza pulita della corruzione della politica, dovremmo dare inizio ad un'attività di edilizia carceraria veramente imponente, che aiuterebbe non poco l'economia del settore edilizio nel nostro Paese. L'attacco frontale scatenatosi oggi in Parlamento contro la Magistratura non ha nulla a che vedere con un paese civile! Tutti disperatamente contro un provvedimento che non era ancora stato notificato all'interessata. Tutti, secondo il mio modesto parere, preoccupati da una non tanto remota paura ... come dire: "accidenti stanno arrivando!". TUTTI A GRIDARE AL COMPLOTTO, ALLE REGIE OCCULTE, ALLE TOGHE CHE ASSALTANO I GOVERNI Dice il Senatore Schifani: "E' un
film che conosciamo bene. Con una tempistica più che sospetta, la
magistratura scende in campo per influenzare l'attività politica e
legislativa". Il capogruppo di Forza Italia al Senato Renato Schifani
sottolinea la coincidenza degli arresti domiciliari della moglie del
Guardasigilli nel giorno delle sue comunicazioni in Parlamento sullo
stato della giustizia. "Al ministro Mastella e alla moglie Sandra
Lonardo, presidente del Consiglio regionale della Campania - aggiunge
Schifani - esprimo la mia personale vicinanza".Ma porca miseria! Quando la Magistratura indagava Berlusconi, Previti, dell'Utri e Mangano c'era un assalto della Magistratura Comunista ... ricordate le Toghe Rosse? - Adesso non si parla più di Toghe Rosse (oggi dovrebbe operare la Magistratura Fascista) e si denuncia una regia incolore contro i poveri politici. LO STESSO BERLUSCONI DICHIARA: "Ma al di là dell'aspetto umano c'é un problema politico che è ancora più grave. Il ministro della Giustizia ha detto oggi in Parlamento le stesse cose che dico io ormai da molti anni e che mi hanno fruttato gli attacchi non solo della magistratura, ma anche di tanta parte della maggioranza di governo". "Che faranno e che diranno adesso - insiste Berlusconi - questi signori davanti alla drammatica denuncia del Ministro della giustizia? La condividono? E come mai in Parlamento tutti hanno dato a lui la solidarietà che non hanno mai dato a me? Era finta e solo a parole o nasceva dalla condivisione di quel giudizio e di quella denuncia? E che dicono il Presidente del Consiglio e il Governo della 'emergenza democratica', della "giustizia ad orologeria", del '"pacchetto di mischia" e della "trappola scientifica, mediatico-giudiziaria" denunciate in Parlamento dal loro Guardasigilli?". Non poteva essere altrimenti! La politica, in questi casi, deve essere per forza solidale, specialmente quando si condividono esperienze comuni e, come in questo caso, non proprio rassicuranti. - Le dimissioni del Guardasigilli, date per difendere l'amore della famiglia (cosa nobilissima), vedremo se saranno vere e irrevocabili o se, come temiamo, siano un modo per alzare il tiro contro la Magistratura operante, proprio come è successo con il caso De Magistris. In quella occasione il Ministro Mastella avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni, perchè indagato, e, soprattutto, per permettere alla Giustizia di fare il suo corso! Peccato che egli non abbia avuto la serenità di valutare questa possibilità e restituire decoro a trent'anni di militanza politica. Oggi rassegna le dimissioni che non verranno accettate e che lui non ripresenterà. Intanto siamo sbigottiti - NOI - di fronte al grido di dolore del parlamento unito, mentre nessun politico si indigna più di tanto per la vergognosa vicenda dei rifiuti di Napoli, dell'Italia diventata capitale mondiale del traffico degli stupefacenti, delle Mafie ed ecomafie che mettono in ginocchio intere regioni, della Malasanità, dei diritti sempre meno garantiti e di un futuro negato alla stragrande maggioranza dei giovani che non siano figli di politici (loro si aggiustano sempre ... vedi assunzioni mirate in Calabria). Siamo sbigottiti per come scalpitano quando sono "attenzionati", quando hanno il timore che la festa possa finire prima di aver finito di consumare il banchetto. Mai che si preoccupassero più di tanto degli stipendi di fame degli operai e dei tantissimi giovani scippati del loro futuro per "impieghi" di 300-500€ al mese. Auguri alla Signora Mastella, con la speranza possa dimostrare, come lei stessa ha dichiarato, tutta la sua estraneità. Se dovesse andare diversamente siamo certi che non invecchierà in galera, perchè a nessun politico è riservato questo trattamento e, sinceramente, nessuno le augura questo dopo gli impuniti delle stragi di Stato. Tanta Serenità a chi ne ha bisogno. |
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