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10月26日 INDAGINI A CARICO DI DE MAGISTRIS (SORPRESI?)Giungono anche per De Magistris indagini da parte della Procura si Salerno, per ABUSO D'UFFICIO!
C'era da aspettarselo e De Magistris, uomo delle Istituzioni affatto sprovveduto, se lo aspettava! Morale della favola: ci si occupa di vizi formali, spesso pretestuosi, di cose che non sono assolutamente sostanziali, e si fa di tutto per insabbiare inchieste che nessun altro Magistrato avrebbe avuto il coraggio nemmeno di iniziare. E' all'opera l'Italia dei segreti di Stato, di quell'Italia che ha nascosto, sempre, drammatiche verità della nostra Storia. Quell'Italia che fa sparire l'agenda di Borsellino; che fa sparire la montagna di documenti delle BR, casualmente ritrovati in un'intercapedine di un appartamento (pare) a Milano; che non ha mai cercato la verità, fino in fondo, delle stragi; che si nasconde dietro infiniti OMISSIS.
E' preoccupante l'invio a Roma dei fascicoli di De Magistris, preoccupante perchè i reati che si sarebbero consumati riguardano l'ingente danno prodotto alla Calabria. E' preoccupante la fretta del Procuratore facente funzione, il quale avrebbe potuto benissimo aspettare l'arrivo del nuovo procuratore generale, già nominato. Sono deplorevoli gli inviti alla calma, adesso, dopo il massacro avvenuto a carico delle inchieste di De Magistris. Inviti alla calma provenienti dalla politica, dalla stessa Magistratura, dal Capo dello Stato. E' veramente disarmante, invece, la fiducia di De Magistris nei confronti delle Istituzioni, nonostante queste, fino ad oggi, non gli abbiano permesso una conduzione serena delle indagini, sostringendolo a servirsi della propria automobile, poichè lo Stato gli mette a disposizione un vero e proprio catorcio. Veramente ridicole e fuori luogo, infine, sono le bordate e gli inviti a dimetteresi nei confronti di Antonio Di Pietro, per i contrasti con Mastella. A questi uomini facinorosi e senza vergogna ricordiamo che Di Pietro, quando fu indagato, si dimise da Ministro dei Lavori Pubblici senza che nessuno glie lo avesse chiesto. Questo vuol dire avere un alto senso dello Stato, al contrario di altri che seppure indagati pretendono il silenzio da parte di tutti e si ergono a paladini della legalità, tenendosi strette le lucrose poltrone. AMEN! 10月20日 NOTTE SULLA GIUSTIZIA COMUNICATO ANSA PM CATANZARO: AVOCATA INCHIESTA 'WHY NOT' CATANZARO - Il pm di Catanzaro Luigi De Magistris dovrà lasciare l'inchiesta Why Not sul presunto utilizzo illecito di finanziamenti pubblici. La Procura generale, infatti, ha deciso di avocare l'inchiesta per incompatibilità del magistrato. "Una motivazione inconsistente" è stata l'immediata replica del pm che ha anche parlato di un fatto di "inaudita gravità". Al centro di tutto, secondo quanto si è appreso, la richiesta di trasferimento cautelare d'ufficio avanzata al Csm dal ministro della Giustizia, Clemente Mastella, e la successiva iscrizione dello stesso ministro nel registro degli indagati proprio per l'inchiesta Why Not che riguarda un presunto comitato d'affari con sede a San Marino che avrebbe gestito in maniera illecita i finanziamenti comunitari e statali giunti in Calabria. Iscrizione, ha specificato oggi una fonte autorevole del palazzo di giustizia, nella quale, comunque, non viene ipotizzata la violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete. Secondo il procuratore generale facente funzioni Dolcino Favi, un passato da pm nei processi d'appello per le stragi mafiose di Capaci e via D'Amelio, l'incompatibilità di De Magistris è legata alla richiesta di trasferimento cautelare d'ufficio che è stata fatta nei suoi confronti dal ministro Mastella. Di fatto, è la tesi della procura generale, nel momento in cui il Guardasigilli ha chiesto il trasferimento di De Magistris, quest'ultimo avrebbe dovuto astenersi dal proseguire l'indagine. Il fatto che ciò non sia avvenuto e che il ministro sia poi finito nel registro degli indagati, sarebbe la tesi della Procura generale, ha fatto scattare l'incompatibilità prevista dall'art. 372 del codice di procedura penale che porta all'avocazione. La valutazione del caso è stata fatta dal procuratore generale dopo che si è appreso che il ministro della Giustizia é stato iscritto nel registro degli indagati. Registro nel quale sono riportati anche i nomi, tra gli altri, del presidente del Consiglio, Romano Prodi, di esponenti politici del centrodestra e del centrosinistra e di imprenditori. La prima reazione di De Magistris alla notizia dell'avocazione è stata di sorpresa, visto che "non ho ricevuto alcuna notifica". Ma poi, col passare dei minuti sono subentrati anche altri sentimenti. "Ancora una volta vengono rese pubbliche a mezzo stampa notizie riservate che riguardano il mio ufficio, le mie indagini, e la mia persona". Il pm si è spinto oltre: se è vero quello che è stato scritto, è stato il suo commento, "ci avviamo al crollo dello stato di diritto, registrandosi anche, nel mio caso, la fine dell'indipendenza e dell'autonomia dei magistrati quale potere diffuso". De Magistris ha anche annunciato che intende esercitare tutti i diritti previsti contro il provvedimento e di attendere, "magari anche a mezzo stampa, di sapere se ci sono ancora le condizioni per fare questo lavoro in Calabria e nel Paese". Di certo non ha intenzione di mollare ed intende andare avanti nel suo lavoro. La notizia dell'inchiesta tolta a De Magistris, come era prevedibile, ha scatenato le reazioni dei comitati nati a sostegno del magistrato e della sua permanenza a Catanzaro, oltre che di alcuni parlamentari. Il deputato dello Sdi, Giacomo Mancini, ha parlato di "colpo di spugna". Ancora più duro il ministro Antonio Di Pietro: "Lo Stato di diritto finisce nel momento in cui si mina l'indipendenza e la terzietà della magistratura. E minare lo Stato di diritto potrebbe anche portare al capolinea il governo in carica". 10月18日 LA SERENITA' DI DE MAGISTRIS, LA RABBIA DELLA FORLEONon accetto solitarietà da chi, fino ad oggi, ha cercato di isolarmi.
Grande Clementina!
Ci piacerebbe conoscere tanti retro-pensiero di quanti, in questi ultimi tempi, hanno criticato aspramente l'operato di Magistrati come la Dott.ssa Clementina Forleo e il Dott. Luigi De Magistris e che adesso si affrettano, per pura formalità, tributare attestati di solidarietà. Se la Forleo reagisce con sdegno alla minaccia subìta attraverso l'invio di una busta con un proiettile e frasi forti, De Magistris è più contenuto nella sua sua reazione, ma soltanto perchè la sua indole gli impedisce di manifestare fino in fondo il suo stato d'animo.
Era chiaro che gli inviti alla prudenza, prima o poi, si sarebbero trasformati in forti ed esecrabili minacce. Segnanoci tutti i nomi dei destinatari delle inchieste dei due Magistrati poichè, sicuramente, tra questi ci sarà il latore delle due missive e, speriamo mai, il mandante di atti che non osiamo nemmeno immaginare.
Sono lì, nelle carte delle indagini, che si annidano, se non i responsabili, sicuramente i collaterali del crimine perpetrato a danno della cosa pubblica e non solo (temiamo che i veri responsabili siano occultati in luoghi lontano dai Palazzi della politica).
Siamo contentissimi della solidarietà espressa da una moltitudine di cittadini onesti che non si aspettano altro di vedersi restituire un paese dove la LEGALITA' e la GIUSTIZIA non siano soltanto un patrimonio ideale. Ci sconforta, però, quella che è, a ragione, la realtà: un Paese profondamente sospettoso nei confronti delle Istituzioni, occupate da alcuni personaggi senza scrupoli che hanno piegato l'interesse del bene comune, al proprio interesse ... COSTI QUEL CHE COSTI!
Per questo dobbiamo continuare ad essere permanentemente mobilitati e far sentire la nostra vicinanza a quanti lottano, a rischio della propria vita, perchè si possa continuare a sperare per un Paese veramente LIBERO!
Un pensiero, infine, al "suicidio" del supertestimone del caso Fortugno. Lasciato solo, troppo solo, per sopportare il peso di un atto di coraggio. Quì in Calabria, in un modo o nell'altro, chi opera per far venire a galla la verità su episodi criminali deve essere fermato: si tratti di un Magistrato, di un collaboratore di Giustizia o di un semplice cittadino. Non per questo, però, dobbiamo essere silenti e omertosi, anche se soltanto lo scrivere su certi argomenti può attirare l'attenzione di un qualsiasi delinquente. |
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