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PARTE CIVILE

Liberiamo la Calabria e l'Italia da tutte le Mafie e dal Brigantaggio Politico
amantea  
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October 20

Sabato 24 Ottobre 2009 manifestazione ad Amantea

Sabato 24 Ottobre 2009, manifestazione ad Amantea contro le navi dei veleni ricordando il Capitano Natale De Grazia, che indagava sullo "spiaggiamento" della Jolly Rosso.
 
I promotori della manifestazione saranno, questa sera, ospiti della trasmissione "PERFIDIA", su Telespazio TV, condotta da Antonella Grippo, per gridare con forza le preoccupazioni che ci tengono, tutti, con il fiato sospeso.
 
Speriamo, davvero, che si tratti di un allarmismo ingiustificato; speriamo che le navi contengano carichi non nocivi; speriamo che gli affondamenti siano stati organizzati soltanto per incassare i premi delle assicurazioni.
 
SPERIAMO!
 
Temiamo, però, dopo le Italiche vicende che hanno visto spadroneggiare la Mafia, Ndrangheta e Camorra, che possa trattarsi, davvero, di navi dei veleni. In questo caso il GOVERNO dovrà sospendere il progetto del Ponte sullo Stretto e le non urgenti "riforme" sulla Giustizia, per dedicare ogni possibile sforzo, con l'impiego di risorse e uomini necessari, per risolvere definitivamente la vicenda. Dopo si dovrà organizzare una CACCIA senza riserve agli assassini del Mediterraneo, chiunque essi siano!
 
Se il GOVERNO dovesse tergiversare e prendere tempo, la REGIONE CALABRIA dovrà chiedere l'intervento della COMUNITA' EUROPEA e delle NAZIONI UNITE.
 
SI INVITANO, PERTANTO, TUTTE LE ASSOCIAZIONI CALABRESI, I COMUNI, LE PROVINCE, LA REGIONE CALABRIA E OGNI SINGOLO PARLAMENTARE ELETTO, A COSTITUIRSI PARTE CIVILE CONTRO QUANTI HANNO PERMESSO L'AFFONDAMENTO DELLE NAVI NEI NOSTRI MARI. CHI NON AVRA' IL CORAGGIO DI FARLO SARA' COMPLICE DELLE MAFIE E NON AVRA' PIU' IL DIRITTO DI LAMENTARSI DI NULLA!
 
AFFONDIAMO LA NDRANGHETA!
October 07

Comune di Malvito Parte Civile contro le navi dei veleni

[...] Al prossimo Consiglio Comunale, quello del mio Paese (Malvito), proporrò la costituzione di PARTE CIVILE contro ignoti, per i troppi veleni che hanno costretto la Calabria e le sue bellezze A soccombere sotto la vile aggressione delle Ecomafie. [...]
 
Così è stato! - Il Consiglio Comunale di Malvito, all'unanimità, giorno 01 Ottobre 2009, ha espresso parere favorevole per la costituzione di PARTE CIVILE (quando s'istruirà) al processo contro le navi dei veleni.
 
Un piccolo esempio che giunge da una Comunità di circa 2000 abitanti; un esempio che, auspichiamo, possa essere seguito da altri Comuni Calabresi per dare forza al lavoro della coraggiosa Procura di Paola.
 
In particolare si vuole manifestare la vicinanza di un'Amministrazione Comunale alle indagini condotte dal Procuratore Bruno Giordano che, siamo certi, avrà da scontrarsi con i tanti muri di gomma che hanno taciuto, nel corso degli ultimi 20 anni, quello che in molti sapevano.
 
AFFONDIAMO LA NDRANGHETA,
AFFONDIAMO LE MAFIE!
September 20

LE NAVI DEI VELENI: LA CALABRIA SI DIFENDA!

Che cosa aspettano i nostri politici, cosa deve succedere di più, perchè si levi dalle loro labbra il più forte grido d'indignazione?
 
Cosa fa il Consiglio Regionale e, soprattutto, cosa fanno le opposizioni? Quanti eletti nei Consigli Comunali, nelle Provincie, alla Regione, al Parlamento Nazionale ed Europeo si sono costituiti PARTE CIVILE contro i CRIMINALI che hanno minato la vita dell'intero Mediterraneo?
 
Bisogna investire l'esercito, per una lotta senza quartiere al cartello delle Mafie internazionali e ai Servizi deviati, se è vero che gli affiliati alla Nrangheta avevano contatti diretti con gli apparati deviati e malati dello Stato.
 
Siamo costretti a piangere i nostri giovani morti  per una guerra dichiarata al terrorismo, per democrazie che si ha la pretesa di affermare con l'uso delle armi; siamo costretti a subìre tante guerre; guerre dove muoiono i nostri figli migliori e, guarda caso, dove la stragrande maggioranza di loro è meridionale.
 
Siamo costretti, dicevo, a subire una guerra dentro i nostri confini; una guerra dichiarata dalle ECOMAFIE e lo Stato non si difende!
 
I NOMI DEI POLITICI COINVOLTI (PER IGNAVIA O COLPA GRAVE) vengono celati dal segreto istruttorio,  eppure i primi riscontri ci sono, perchè tutti abbiamo visto il relitto della nave Russa (Cunsky) affondato a largo di Cetraro (CS) e della Jolly Rosso (Amantea).
INABISSARE RIFIUTI TOSSICI E RADIOATTIVI NEI NOSTRI MARI, IN UN QUALSIASI MARE, E' UN CRIMINE CONTRO L'UMANITA'! - E' UN CRIMINE CHE RIGUARDA TUTTE LE NAZIONI, MA LE NAZIONI TACCIONO E SI ATTENDE CHE QUALCHE "INCIDENTE" POSSA TOGLIERE DI MEZZO TESTIMONI O COLLABORATORI DI GIUSTIZIA CHE ROMPONO I COGLIONI.
Al prossimo Consiglio Comunale, quello del mio Paese (Malvito), proporrò la costituzione di PARTE CIVILE contro ignoti, per i troppi veleni che hanno costretto la Calabria e le sue bellezze A soccombere sotto la vile aggressione delle Ecomafie.
 
Mi auguro che l'esempio possa essere seguito dai più quotati rappresentanti della politica calabrese, per sancire una netta e definitiva presa di distanza da questi moderni assassini e dai loro fiancheggiatori.
 
Se non s'individueranno mandanti e colpevoli, se le inchieste finiranno come quelle del PM De Magistris, dovremmo, davvero, fare in modo che in Italia non si costruisca, MAI, una sola centrale nucleare! - In quali mani affideremmo le scorie radioattive? Nelle mani di quanti si sono arricchiti permettendo uno dei più grandi crimini ambientali contro l'umanità?
 

Si parla di decine di navi affondate nel Tirreno e nello Jonio, di bidoni sotterrati nei comuni della costa tirrenica (Serra D'Aiello), che erano a bordo della nave Jolly Rosso, arenatasi sui bassi fondali antistanti la splendida cittadina di Amantea (CS).
 
Il destino dell'intero Mediterraneo dipende dall'innesco di una delle più grandi bombe ad orologeria costruita da gente senza scrupoli. Cosa potrebbe succedere se, fra qualche anno o già domani, dovessero riversarsi in mare i contenuti delle centina di migliaia di bidoni che giacciono in fondo al mare?
 
E pensare che per questi traffici e altri traffici illeciti hanno perso la vita Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, senza che nessuno sia stato in grado di fornire delle risposte esaustive.
 
Abbiamo dichiarato guerra ad una Nazione sovrana (l'IRAQ), con il pretesto di cercare armi di distruzione di massa, armi CHIMICHE che non sono state mai trovate ... forse perchè non sono mai esistite! - Quando e se si scoprirà che le navi affondate contengono rifiuti tossici o radioattivi, avremo davvero lo stesso zelo per dichiarare una guerra DEFINITIVA contro quanti hanno messo in serio pericolo la vita di milioni di persone?
 
VEDREMO!
 
SAREBBE ORA CHE I POLITICI CALABRESI - TUTTI - SI COSTITUISSERO PARTE CIVILE E SPINGESSERO IL GOVERNO A NOMINARE UN POOL DI MAGISTRATI - SENZA PRECEDENTI - PER FRONTEGGIARE UN PERICOLOSISSIMO CARTELLO INTERNAZIONALE DI DELINQUENTI.
 
INTANTO IL NOSTRO PLAUSO ALLA BRILLANTE PROCURA DI PAOLA ED AL CORAGGIO CHE STANNO DIMOSTRANDO I SUOI MAGISTRATI CHE SONO, PER IL MOMENTO, LA NOSTRA PIU' GRANDE SPERANZA. DOVREMMO TUTTI DIMOSTRARE UNA VICINANZA SENZA PRECEDENTI, SPECIALMENTE A MAGISTRATI COME IL PROCUTORE BRUNO GIORDANO. UN ABBRACCIO CORALE PER NON LASCIARLI SOLI E PERCHE' NON SI SCRIVANO MAI PIU', NELLA NOSTRA CALABRIA, PAGINE DI INFINITA VERGOGNA!

LE NAVI DEI VELENI

RITORNANO LE GRANDI INCHIESTE IN CALABRIA. QUESTA VOLTA SI PARLA DELLE NAVI DEI VELENI AFFONDATE A LARGO DELLE COSTE CALABRESI E, COME SEMPRE, SENZA CHE ORMAI NESSUNO SI STUPISCA PIU', SI PAVENTANO INTRECCI PERVERSI TRA NDRANGHETA, SERVIZI DEVIATI E POLITICA.
 
Parla il pentito: «Ho affondato tre navi dei veleni»
 
REGGIO CALABRIA - Nella casa dove si trova nascosto da alcuni anni, agli arresti domiciliari per motivi di salute, Francesco Fonti, 61 anni da Bovalino, il collaboratore di giustizia che denunciò per primo alla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria l'affondamento di tre navi dei veleni, ha avuto il tempo di preparare un libro che aspetta ora solo un editore; il Sole 24 Ore ha potuto leggerne le bozze.
E da lì parte l'intervista a quest'uomo – tra i pochi pentiti di ‘ndrangheta ritenuti attendibili – che entro la prossima settimana sarà nuovamente sottoposto al programma di protezione che abbandonò volontariamente nel 1999. Nuovo cambio di vita e altro trasloco in Italia con generalità ancora una volta modificate.

Perché nelle bozze del suo libro fa solo un accenno all'affondamento delle navi dei veleni al largo delle coste calabresi?
Perché dopo la consegna di un memoriale di 49 pagine nel 2003 nelle mani del sostituto procuratore nazionale antimafia Enzo Macrì, uomo di grande coraggio, ho avuto esperienze negative con la magistratura lucana e in particolare con la Dda di Potenza. Ho pensato che questa storia delle navi affondate non interessasse in realtà più nessuno. E invece ora...

Ora il procuratore capo della Repubblica di Paola ha trovato il primo riscontro tangibile ai suoi racconti.
Sì e non sarà il solo.

Fatto sta che sulle navi affondate ciascuno spara la propria cifra. Da 3 a 30, tutti numeri buoni per il Lotto.
Io ho dato contezza dell'affondamento di tre navi di cui sono stato esecutore materiale per conto della cosca Romeo di San Luca. Di altre sette sono certo per averne parlato con i capi di altre cosche che in Calabria hanno trafficato in rifiuti tossici. Ma non sono solo queste, in Calabria e fuori regione.

Trenta in effetti è il numero indicato dalla Procura della Repubblica di Reggio nei primi anni 90 a seguito della consulenza di Mario Scaramella, travolto poi nell'affare Mitrokin.
Un nome che in qualche modo riporta ai servizi.

Con tutta la forza che si può riconoscere alle cosche è infatti difficile credere che voi foste la mente delle operazioni.
E infatti a noi interessava solo sapere quanto incassavamo per gli affondamenti. A me interessavano gli affari. Le decisioni ci venivano comunicate da altri.

Altri chi?
A contattare me erano direttamente i servizi segreti italiani che frequento da quando ero un giovane affiliato alla ‘ndrangheta, tra i pochi con studi alle spalle e una famiglia di origine non mafiosa. Avevo un filo diretto con persone dei servizi che venivano ribattezzate con un nome in codice. Loro telefonavano con linee dedicate, io pattuivo ed eseguivo dopo gli incontri, che spesso si svolgevano a Roma all'Hotel Palace. Persone come Guido Giannettini e Vito Miceli, inoltre, erano miei contatti fin dalla fine degli anni 70. I servizi spesso mi mettevano a disposizione anche le loro macchine. Ho perfino annotato i numeri delle targhe, che ho scritto nel dossier consegnato alla Dna. E sarei in grado di riconoscere ancora oggi le persone se qualcuno mi mostrasse le foto. L'ho anche scritto nel dossier: è tutto nero su bianco. È lì a disposizione.

Non lo dica due volte. La Procura di Paola potrebbe chiamarla presto a testimoniare.
Ci andrò e darò tutto il mio aiuto se lo Stato mi aiuterà a capire perché mi sono stati affibbiati 50 anni di carcere senza aver mai ucciso nessuno e prestando da anni la mia collaborazione.

Cosa dirà di nuovo ai magistrati?
Lei vuole sapere troppo.

Mi pagano per questo.
Affari suoi. Comunque farò nuovamente i nomi e cognomi dei politici che avevano contatti con gli uomini dei servizi segreti che poi si rivolgevano a me e alle altre cosche.

Perché crederle? Che interesse potevano avere i politici ad entrare direttamente o indirettamente in contatto con le cosche?
Noi garantivamo un servizio e loro ricevevano finanziamenti dai Paesi che intendevano trafficare in rifiuti. I servizi erano il mezzo che usavano per non apparire.

Questo lascia pensare che molte commesse provenissero dall'Est.
Non solo Russia e Germania. Anche Stati Uniti.

Ha mai avuto contatti diretti con politici?
Si, di molti partiti. Politici nazionali e locali. Con alcuni ero di casa. Loro sapevano chi ero e a me si rivolgevano perché il pacchetto di voti che potevamo garantire era sempre cospicuo. I nomi, sarò monotono, sono nel dossier. La maggior parte di loro fa ancora politica.

C'è nient'altro nel dossier che ha consegnato e che potrebbe essere oggetto di interesse della magistratura?
Grossi traffici di armi, carrarmati e perfino aerei. Il tramite erano sempre i servizi.

Ha paura?
A giorni sarò nuovamente in regime di protezione e cambierò nuovamente casa. In effetti ora non esco più.

Difficile dargli torto quando sì è il primo e unico pentito che ha parlato di cose inverosimili fino a che una Procura tignosa a Paola non ha deciso di andare dritta alla verifica di una parte del racconto.
 
 

September 17

Scorie: storie di 'ndrangheta, servizi segreti e bidoni tra Calabria, Ba...

 

Citazione

YouTube - Scorie. Storie di 'ndrangheta, servizi segreti e bidoni tra Calabria, Ba...
  
August 16

BORSELLINO: UN POOL ALLA PROCURA DI CALTANISSETTA

FINALMENTE QUALCOSA SI MUOVE!
SONO STATI NOMINATI 4 MAGISTRATI CHE AFFIANCHERANNO IL DOTT. LARI NELL'INCHIESTA SULLA STRAGE DI VIA D'AMELIO, DOVE RIMASE UCCISO PAOLO BORSELLINO E GLI AGENTI DELLA SUA SCORTA. SPERIAMO CHE ADESSO NON INIZI L'OPERA SISTEMATICA DI DEMOLIZIONE DEL GIUDICE ATTRAVERSO FANTOMATICHE E PRETESTUOSE INFORMAZIONI SUL SUO CONTO.
Bisognerà vigilare comunque!
Insieme ai Magistrati di rinforzo bisognerà vedere quale sarà la dotazione di mezzi e uomini messi a disposizione per il Pool; bisognerà vedere quali strumenti d'indagine potranno utilizzare; bisognerà vedere se la Legge sulle intercettazioni potrà costituire un limite; bisognerà vedere, soprattutto, se tornerà un po' di memoria ai tanti dementi di questi anni.

In ogni caso ... era ora! Viva Dio, era ora!

Da molti giorni respiro un'aria nuova. Non è ancora quel fresco profumo di libertà che si auspica da tante parti, ma è un profumo di speranza e di ottimismo.
Esiste un fatto nuovo, passato sotto silenzio totale o quasi da parte di tutti i media.
A Caltanissetta è andato a dirigere la Procura un certo dott. Sergio Lari. Ha il viso ingenuo di un ragazzino, ma ha un'esperienza alle spalle che potrebbe essere il nostro bisnonno. Trova pure il tempo di giocare a basket, organizzando a spese sue, e devolvendo in beneficenza i ricavati. E' una persona perbene e solare.

Lo hanno mandato in una Procura che, per competenza, svolge le indagini sugli omicidi di mafia che hanno riguardato gli eroici magistrati di Palermo. Alla chetichella ha riorganizzato un pool di investigatori credibili, forte degli insegnamenti ricevuti dal maestro Antonino Caponnetto. Ed i risultati non si fanno attendere, perchè l'arma fondamentale per le indagini di mafia sono i pentiti, e questi hanno bisogno di rivolgersi a persone credibili per decidere di parlare.

E in questi giorni stanno parlando. Gaspare Spatuzza, Giovanbattista Ferrante, e soprattutto Angelo Fontana. Quest'ultimo conferma che il giorno della strage Borsellino vide in Via D'Amelio uomini dei servizi segreti che lui conosceva, e riconobbe subito nelle immagini televisive del massacro. Non solo, le loro dichiarazioni stanno consentendo di riaprire le indagini sull'attentato dell'Addaura, sulla strage Falcone, e non possono quindi essere estranee all'accertamento della verità sul generale Mori, su Contrada, sull'Agenda Rossa di Borsellino, sul patto Stato-Mafia di cui parla anche Ciancimino.

Sergio Lari denuncia: "Devo sempre ripetere la stessa cosa. Siamo pochi. Possiamo interrogare i collaboratori di giustizia solo poche ore alla settimana. Occorre colmare gli organici". Il Ministro Angelino Alfano sembra non ascoltare. Non ha interesse per queste novità investigative. Qualche magistrato in più a Caltanissetta, magari spostando chi ha solo da indagare i rubapolli? Mancano i soldi o la volontà?

Sergio Lari non va lasciato solo. L'unico boato che vogliamo ancora sentire è quello dell'esplosione di gioia degli Italiani che chiedono verità. E allora Angelino, glie li mandi i magistrati a Sergio Lari? Hai tre mesi di tempo. Diversamente evita di venire in Via D'Amelio il 19 luglio prossimo. Te lo ricorderemmo, e non saresti accolto bene.

Dimenticavo il regalo. Il regalo è questa nota, che potete condividere, copiare, incollare, distribuire, pubblicizzare, divulgare, sottoscrivere, modificare, spedire, pubblicare, sulle bacheche, sui profili, sui blog, dove volete. Sergio Lari non va lasciato solo. Se qualcuno ha per Lui pronta una corda, noi dobbiamo essere il suo cordone di sicurezza.
July 17

SCANDALI SULLA DEPURAZIONE: ADESSO VE NE ACCORGETE?

Tutti a gridare allo scandalo per il mare sporco! Tutti, proprio tutti, compresi coloro che hanno ficcato la testa sotto la sabbia, quando invece bisognava indignarsi perchè c'erano mille ragioni per farlo.
Quanti politici, imprenditori, amministratori locali e professionisti si sono indignati quando al dott. De Magistris veniva scippata l'inchiesta POSEIDONE? E quanti giornalisti hanno gridato allo scandalo, si sono imbavagliati, hanno fatto sopralluoghi, quando si è stoppata una delle indagini più scottanti sulla depurazione in Calabria?
Mentre gli inquisiti di quelle indagini adesso fano i gradassi, occupando posti di rilievo nelle professioni e nella politica, la costa del tirreno cosentino continua a soffocare nella merda! e nella merda dovrebbero soffocare tutti coloro che hanno accusato De Magistris di protagonismo e che lo hanno fatto definitivamente fuorim quando con "Why Not" aveva messo il naso nella cancrena che da anni sta devastando l'economia della Calabria.
 
Soltanto la società civile e pochissimi Magistrati di valore (Forleo, Apicella, Nuzzi e Veresani), qualche Giornalista (Carlo Vulpio, Marco Travaglio e Michele Santoro), un comico (Beppe Grillo), un politico (Di Pietro), hanno gridato allo scandalo, pagando in alcuni casi, di prima persona. Tra questi come non ricordare il Dott. Genchi, anch'egli messo alla gogna dall'apparato politico-mafioso-massonico. Dire soltanto politico o mafioso o massonico sarebbe la stessa cosa!
 
ADESSO TUTTI ZITTI, PER FAVORE! ZITTI PERCHE' TUTTI COLPEVOLI O CONNIVENTI O, PIU' SEMPLICEMENTE, REI PER NON AVER DIFESO A SPADA TRATTA, CONTRO TUTTI, IL DOTT. DE MAGISTRIS.
 
IL MARE E' SPORCO?
LA DEPURAZIONE IN CALABRIA E' UNO SCANDALO?
TUFFATEVI NELLE FOGNE A CIELO APERTO, NEL PISCIO E NELLA CACCA GALLEGGIANTI E BEVETE, BEVETENE TANTO FINO A CREPARE!
April 23

Libera Informazione: Il pensiero di Antonio Tabucchi

Siamo ben lontani dal concetto di Democrazia che avevano gli Ateniesi. Sono lontani i tempi in cui nell'Agorà, quando si riunivano i "potenti" di turno, si dava parola al popolo. In queste occasioni si chiedeva: "chi prende la parola?" ... al rappresentante del popolo che la chiedeva, veniva posta sul capo una corona di Mirto e da quel momento diventava INTOCCABILE, qualsiasi cosa dicesse. Il concetto di DEMOCRAZIA era molto ben diverso da quello di adesso e la LEGGE era, davvero, UGUALE PER TUTTI!

Pubblichiamo il pensiero di Antonio Tabucchi, rispetto alla libertà di espressione,  che esorta il mondo del giornalismo a non stare a guardare, ma a chiedere aiuto all'Europa. Ci verrebbe da dire che siamo scettici in quanto, in Italia, i giornali non sono come il New York Times (cane da guardia della Democrazia). Da noi, purtroppo, i giornali sono, spesso, cani da guardia del Padrone.

Libera informazione - In Italia è in atto una vera dittatura della parola: informiamone l'Europa, chiediamone l'intervento



" Ho ricevuto una telefonata dal “Manifesto” per scrivere un articolo sulla situazione di censura che c'è in Italia attualmente, ho rifiutato di farlo perché ho detto che, in qualche modo, tutti i giornali sono sotto controllo, ovviamente non tanto di Berlusconi, molte volte sono sotto controllo da loro stessi. Lo dimostra il fatto che non si può neanche criticare le rapide firme del Presidente della Repubblica perché si viene linciati; e questo non succede in nessun Paese, in nessun paese dell'Occidente succede questo, ma in Italia succede. xxx

A questo punto l'amico Valentino Parlato mi ha fatto delle domande e ho risposto ad una sorta di intervista; mi piacerebbe in qualche modo mandarla in onda sul libero blog di MicroMega net.

Nel 2002 scrissi, credo proprio per MicroMega, un testo che si chiamava “Il silenzio è d'oro”, che poi è stato ripubblicato in un libro, non molto diffuso, o per lo meno non diffuso come io avrei desiderato, pubblicato dalla Feltrinelli due, tre anni fa, che si chiama “L'oca al passo – Notizie dal buio che stiamo attraversando”. “Il silenzio è d'oro” era una sorta di manifesto per la parola e diceva così: “ci sono varie forme di dittatura, in Italia è in atto una dittatura della parola; 2) perché la parola è d'oro e la possiede una sola persona, un uomo politico, che è contemporaneamente il capo di un governo, il padrone di quasi tutti i media che trasportano la parola; 3) l'Italia appartiene solo in apparenza alla democrazia europea, in realtà ne è una versione orientale alla maniera di Eliogabalo; 4) qualche anno fa un settimanale titolava --Scrittore, perché non parli?--, è il caso di ripetere la domanda, perché se eventualmente uno scrittore contraddice le parole di Eliogabalo, ecco che da più parti si alzano voci autorevoli elogiando il silenzio; 4) Ma l'elogio del silenzio non si può fare senza le parole, per coerenza andrebbe fatto in silenzio. Coloro che allora invocavano il silenzio, elogiavano il silenzio. ?Ma a chi chiedevano il silenzio, coloro che elogiavano il silenzio? ?Lo chiedevano forse a Eliogabalo? ?O ai suoi strilloni? ?O ai suoi schermi televisivi? ?O ai bandi stampati che lui fa pubblicare e che gli appartengono? No, lo chiedevano e lo chiedono a voi, che avete osato dire una parola contro il suo impero.

In questo momento, sto notando, veramente, un silenzio assordante, da parte di voci autorevoli, in Italia, su ciò che sta succedendo, esclusa la magnifica, straordinaria, voce di Camilleri. Intervenire su questa situazione è, forse, tardivo, perché sarebbe stato necessario che qualcuno si fosse mosso prima e avesse impedito che la situazione arrivasse a questo punto. Ma questo qualcuno, in questo caso, non sono gli intellettuali, sono proprio i giornalisti, cioè tutti coloro che la censura colpisce e zittisce. Non si possono fare gli interventi come il mio senza pensare ad un contesto, per questo motivo vorrei ricordare che quando Berlusconi emise il cosiddetto editto bulgaro, la Federazione della stampa italiana non si mosse, lasciò che dei giornalisti di altissimo livello e di grande esperienza, come Biagi, Santoro, e altre persone, venissero licenziate, Luttazzi etc., venissero licenziate in tronco dalla televisione di Stato, per la quale noi paghiamo il canone, da un signore che con la televisione di Stato non c'entra niente. Mi chiedo: ?perché la Federazione della stampa non decretò alcuni giorni di lutto, di sciopero? ?O perché nessuno si mise a sedere sui pavimenti della RAI per essere portato via di peso, lasciarono che ciò succedesse tranquillamente: la situazione a questo punto è arrivata perché questo è stato concesso a un signore che con la televisione italiana non ci dovrebbe entrare assolutamente niente, visto che già impropriamente possiede le proprie.

Che cosa si può fare a questo punto, visto che se qualcuno osa criticare i padroni del vapore, viene denunciato o gli arrivano comunicazioni giudiziarie. Faccio una parentesi per dire che, per esempio, in questo momento, debbo preparare un mio atto di difesa perché il senatore Schifani mi ha fatto arrivare una comunicazione giudiziaria per avere, come dire, portato danni alla sua immagine, e nella quale mi chiede un milione e duecentomila, o duecentocinquantamila, o trecento, un milione e trecentomila, non mi ricordo bene, euro di risarcimento.
Visto che questi personaggi ormai hanno adottato questa strategia, e cioè: appena fai il loro nome ti fanno arrivare una comunicazione giudiziaria. Una comunicazione giudiziaria per uno scrittore, per un singolo, per un normale cittadino italiano, significa una grossa spesa, significa cercarsi avvocati, noi non ne abbiamo a bizzeffe come li hanno loro; significa preparare la propria difesa, significa trovarsi in una situazione abbastanza scomoda. Visto che sta succedendo questo a certi programmi della televisione, e cioè vengono colpiti dai dardi della censura, vengono esposti sulla pubblica piazza, come se fossero dei malfattori, solo perché hanno dato delle informazioni.

Allora io suggerisco e dico: se costoro, cioè i padroni del vapore, non hanno gli estremi per una denuncia di diffamazione nei confronti delle notizie che la trasmissione di Santoro ha fornito, ebbene, sarebbe interessante che la Federazione della stampa denunciasse alla Magistratura la Commissione di vigilanza della RAI per abuso di potere. Denunciandoli, probabilmente, gli equilibri cambiano; quindi denunciateli, il motivo poi lo troveranno gli avvocati, ma portiamo tutta questa gente di fronte a un Tribunale, Commissione di vigilanza. ?Ma a quale titolo, e perché poi noi dobbiamo essere vigilati? Ma che costoro vigilino sé stessi; o vigiliamoli noi , perché sono persone che debbono essere vigilate, molte volte. Ci sono e c'è della gente in quella Commissione di vigilanza, che secondo me avrebbe bisogno della nostra vigilanza.

Un secondo suggerimento da parte mia sarebbe quello di chiedere un'udienza urgente alla Commissione europea, e di farla convocare. La Commissione europea si convoca per un motivo di questo genere. La trasmissione di Santoro, o quanti altri scrivono su giornali, su stampa, su tutto ciò che in questo momento è sotto controllo, e a cui si vuole mettere un bavaglio, convocasse la Commissione europea portando le prove, gli articoli, la registrazione del programma, i testimoni, e che loro, i cosiddetti commissari di vigilanza portassero le loro, o venissero di persona a spiegare perché in Italia c'è una censura che negli altri paesi europei non esiste; fra l'altro, si darebbe così la possibilità alla Commissione europea, al Parlamento europeo, di esprimersi su argomenti importanti, oltre che sull'economia, o eventualmente sulla curvatura delle banane, o sul latte, perché tutti avranno notato che mai come adesso la credibilità delle Istituzioni europee era stata così bassa.

Si prevede un assenteismo enorme alle prossime elezioni europee, e secondo un sondaggio il 51% di europei non crede più nelle Istituzioni del proprio continente; forse con una certa ragione, perché questi attuali burocrati che ci stanno gestendo come se fossero negozianti, sembra che abbiano dimenticato i principi dei Padri fondatori dell'Europa; e mi riferisco a padri fondatori come Altiero Spinelli , De Gasperi o a Adenauer. Peraltro, i più, sono stati complici dell'Amministrazione Bush. Io credo che se li mettessimo di fronte alle proprie responsabilità, daremmo anche a loro un'occasione di ripensare ai principi della democrazia sui quali si fonda la Carta dell'Europa.

Sia come sia, se non si porta fuori da questa piccola Italia autarchica, da un punto di vista dell'informazione, il problema che ci riguarda, questo problema non lo conoscerà nessuno, perché dobbiamo essere noi, o meglio, dovete essere voi, i giornalisti, ad andare in Europa, e non ad aspettare che l'Europa vi venga a cercare; nel frattempo potrebbero, dico sempre i giornalisti, fare un sit in nella RAI, ma tutti i giornalisti che ci vogliono andare, la Federazione della stampa, i direttori dei giornali che non sono di Berlusconi, il direttore, per esempio, del Corriere della Sera, che ha fatto un bellissimo discorso teorico, venendo potrà fare una cosiddetta puntata riparatrice su uno dei giornalisti che ha rimproverato il programma di Santoro di “abuso di libertà”, fra l'altro costui è liberissimo di dire ciò che vuole, ma sarebbe interessante fargli notare che l'espressione “abuso di libertà” potrebbe essere considerata a sua volta un abuso di libertà in un altro regime, che non fosse democratico, e questo è pericoloso soprattutto per lui.

Io credo che sia arrivato il momento di far sapere all'Europa quello che succede in Italia, perché se continuate, giornalisti, mi riferisco ai giornalisti naturalmente, con questo mio modesto suggerimento, modesta proposta, se continuate a farla girare fra di voi, come se fosse un pallottoliere, questa notizia lascerà il tempo che trova.
April 21

De Magistris su LA7 a otto e mezzo

Luigi De Magistris sotto il tritacarne del plotone di fuoco di 8 e mezzo su LA7. (Guarda il video)

Indagato per che cosa? Perchè non è stato capace di andare in giro con 3 cavalli e mezzo e per questo non merita nemmeno l'appellativo d'eroe? - Perchè lo hanno trovato con diversi chili di cocaina e la stampa sembra essere ammutolita? - Perchè lo hanno scoperto mentre stava per varcare la frontiera con milioni di Euro, provenienti da chissà dove? - Perchè ama andare in giro con 14 SIM? -Perchè fa parte della nuova P2? - Perchè è nato per fare del male alla povera gente e per questo ha voluto fare il PM? - Perchè le sue indagini affondavano le radici fino alle grandi stragi? - Perchè si è appropriato di fondi comunitari destinati allo sviluppo della Calabria? - Perchè è uno dei 400 Italiani che hanno conti a Vadùz? - Perchè i suoi "nemici" li voleva affidare alle "cure" della Giustizia e non a quelle della Camorra napoletana? - Se non è stato capace di fare e/o essere una sola di queste cose è pacifico che i giornalisti cercano di capire che uomo sia.

Noi lo abbiamo capito da tempo, per questo vogliamo mandarlo in europa!

Se vediamo il video della trasmissione, qualche baldanzoso giornalista è ammutolito nel momento in cui ha citato quanti, della P2, siedono in Parlamento e, soprattutto del "piano di rinascita" di Licio Gelli.

April 17

CHI SBAGLIA NON PAGA

Il Tribunale del Riesame di Roma annulla il sequestro dei Computer di Gioacchino Genchi fanno cadere le accuse mosse al consulente di De Magistris. Di seguito l'Articolo di Travaglio sull'Unità.

Chi sbaglia non paga
di Marco Travaglio

l'Unità, 17 aprile 2009
Gioacchino Genchi, additato dal Copasir, da politici di destra e sinistra e dalla stampa al seguito come un mostro che spia tutto e tutti e dunque «merita l’arresto» (Gasparri), «ha agito correttamente» senza violare alcuna legge. Lo scrive il Riesame di Roma, presieduto da Francesco Taurisano, nelle motivazioni all’annullamento dei sequestri dei computer di Genchi, disposti dai procuratori Toro e Rossi ed eseguiti dal Ros. Di più: i giudici demoliscono pure le fantasiose accuse mosse a suo carico (abuso d’ufficio, accesso abusivo a sistema informatico, violazione dell’immunità parlamentare e del segreto di Stato). Genchi «non ha violato le guarentigie dei parlamentari interessati all’acquisizione dei tabulati» (Mastella & C.): «agiva di volta in volta in forza del decreto autorizzatorio del pm De Magistris, comunicandogli ogni...coinvolgimento di membri del Parlamento intestatari delle utenze». L’accesso all’anagrafe dell’Agenzia delle Entrate «non ha arrecato nocumento» ad alcuno. Quanto ai tabulati di uomini dei servizi segreti, «non è dato comprendere il nocumento per la sicurezza dello Stato», ma soprattutto «il tribunale non rinviene la norma di legge» che vieterebbe di acquisire i tabulati di uno 007: «Genchi agì nell’esercizio delle sue funzioni di ausiliario del pm De Magistris». Domandina: quando tre pm di Salerno perquisirono la Procura di Catanzaro e il Riesame diede loro ragione, il Csm li cacciò su due piedi. Ora che due pm di Roma han perquisito Genchi e il Riesame ha dato loro torto, cosa pensa di fare il Csm? Per coerenza, non potrà che promuoverli.
 

Vincenzo Scavello

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Insegno presso l'ITIS di Fagnano Castello, Scuola dove mi sono diplomato nel lontano 1974
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Apr. 7
Vincenzowrote:
Politici collusi con la delinquenza, Cocainomani, frequentatori di prostitute, ex terroristi e chi più ne ha più ne metta.
Come può l'Italia diventare un paese "normale" se la classe politica, o buona parte di essa, non è assolutamente affidabile?
July 31
Un clik per leggere la temperatura della lotta alla "mala" politica